C’ERA UNA VOLTA, E FORSE C’É ANCORA

C’era una volta una bambina down di nome Alba, che era stata abbandonata dalla mamma poco dopo la sua nascita. Alba allora aveva bussato alla porta non di una, ma di sette famiglie tradizionali.

Sette come i sette nani o i sette caprettini. Ma nessuna di queste sette famiglie tradizionali le aveva aperto. Si vede che erano tutte al Family Day, a marciare compatte esibendo crocifissi e rosari non come simboli della cristianità ma come marcatori culturali da imbracciare per rivendicare una presunta e autoattribuita superiorità su chi è visto come diverso.

Alba stava quasi per perdere la speranza, stava calando una notte fredda e buia, quando un uomo buono, che mentre gli altri erano al Family Day si occupava di volontariato e di bambini disabili, l’aveva presa con sé. Quell’uomo si chiama Luca, è omosessuale e quando è stata scritta questa fiaba era single. Oggi è il papà di Alba e i due vivono felici e contenti.

Morale della favola: sono capaci tutti, a farsi una famiglia tradizionale. Creare una famiglia speciale, invece, è un affare per pochi.