Felicità è donarsi – Contro la cultura del narcisismo

“La cultura del narcisismo confonde (tra l’altro) il nostro povero ombelico (non a caso sempre più esibito dalla moda), con la cornucopia, la mitica coppa dell’abbondanza. Non è cosi: possiamo guardarcelo e riguardarcelo ma non ne uscirà mai nulla e tanto meno oro e magici profumi. E’ un feritina che fatalmente tende alla sporcizia, inutile girarci intorno o scrutarla con speciali obiettivi. Piuttosto ci ripresenterà il dolore provato quando il taglio del cordone pose fine all’Eden, la magica fusione con nostra mastre. Una prova dura da accettare (allora e dopo) ma indispensabile per far cominciare la nostra vita personale. La felicità, però, sta da tutt’altra parte. Per lasciarla avvicinare dobbiamo fare esattamente il contrario che raggomitolarci su noi stessi, nell’ossessiva difesa del nostro presunto benessere. Dobbiamo alzare lo sguardo al di sopra del nostro supercelebrato ombelico e poi ancora più su. E dopo, finalmente, guardando non più verso di noi, ma davanti a noi dobbiamo cercare l’altro. Sarà allora possibile accogliere e riempirci di tutta quella vitalità che c’è al di fuori di noi, attorno a noi. Un grande capo di vita che ci sfiora, ci interpella, ci chiede, ci provoca, ci tocca, ci ferisce, ci fa godere. Basta aprire le braccia e gli occhi e tutti i sensi anziché chiuderli. Dopo, una volta incontrato con lo sguardo l’altro, finalmente possiamo e dobbiamo fare il gesto. Donare e donarci. E’ allora e soltanto allora che tutto può cambiare. Che la vita, quella vera, la straordinaria vita umana, può cominciare a fluire”

Felicità è donarsi, Claudio Risè