Il conflitto per l’autonomia

“A ogni risveglio, uomo o donna che fosse, ho assistito all’esplosione di un conflitto lacerante. Siamo passati tutti attraverso questo travaglio, tutti noi che siamo usciti dal torpore e dall’inerzia e che abbiamo preteso di impossessarci della nostra autonomia. Ora si tratta di scegliere nuovi ruoli e di perseguire nuove mete e soprattutto di farlo confidando solo su di noi. Se sbaglieremo sarà soltanto colpa nostra, se vinceremo la partita sarà merito nostro. Bisogna esercitarsi con pazienza. Per prendere l’iniziativa ed avviare un processo di cambiamento bisogna allenarsi ed affinare l’intuito e l’ascolto di quella voce interiore che troppe volte abbiamo tacitato. A partire da ogni spunto: un’ombra di desiderio, una sfumatura di nostalgia, un indizio di curiosità. Ascoltando quel vago scontento e quel sottofondo di sensazioni e di richiami istintivi che accompagnano il nostro agire quotidiano. C’è sempre qualche suggerimento da raccogliere: il rimpianto di un interesse che abbiamo trascurato, la spinta ad esplorare nuove conoscenze, il ricordo di progetti sognati e mai realizzati, la voglia di essere creativi e di uscire dalla gabbia delle convenzioni che ci tiene imprigionati. In secondo luogo bisogna rassegnarsi e mettere in conto il dissenso e la disapprovazione degli altri. Molte persone vorrebbero essere capite ed approvate ma è quasi sempre un’utopia. Gli altri sono abituati ad amare di noi l’immagine corrispondere alle loro aspettative. Insomma, il peso della libertà è gravoso. Del prezzo della reclusione e della sudditanza, il più delle volte, non si è coscienti. Nella mia pratica clinica mi sono imbattuta in molte persone alle quali è capitato di risvegliarsi, quasi sempre all’improvviso, dopo un lungo letargo. Pensavano di vivere la vita in piena libertà e l’hanno creduto fino a quando non si sono risvegliate.”  Ivana Castoldi