Musica per le nostre orecchie

“Gli studi lo confermano. La musica, o meglio alcuni suoni, possono condizionare le persone, gli animali ed anche la crescita delle piante. Con la musica si esprimono concetti e stati d’animo. La musica a basso volume diminuisce le funzioni del cervello sinistro (logica, linguaggio, calcolo) ed aumenta quelle del cervello destro (immaginazione, creatività). Non è solo piacevole ascoltare la musica: produce anche dopamina, il neurotrasmettitore responsabile della sensazione di piacere associata al sistema di ricompensa cerebrale. I ricercatori della McGill University di Montreal hanno condotto uno studio in cui rivelano che anche nei momenti che precedono l’ascolto il cervello produce dopamina (come avviene per cibo, droga e sesso), in quantità maggiore per il genere musicale che si preferisce rispetto a qualunque altra musica.

I primi studi sulle risposte emotive alla musica risalgono al 1936, quando la psicologa e musicologa Kate Heiner dimostrò che vi sono due elementi essenziali che il nostro cervello utilizza per elaborare una risposta emozionale alla musica: la tonalità (maggiore/minore) e il tempo, cioè la velocità di esecuzione (veloce/lento):

  • tonalità maggiore e tempo lento: serenità
  • tonalità maggiore e tempo veloce: allegria ed euforia
  • tonalità minore e tempo lento: tristezza e malinconia
  • tonalità minore e tempo veloce: paura ed angoscia

Don Campbell, poi, è l’autore del cosiddetto “Effetto Mozart”, in cui si dimostra che il ritmo, le melodie e le altre frequenze della musica di Mozart stimolano e caricano le regioni del cervello. La musica con un ritmo di circa sessanta battiti al minuto, infatti, può spostare le onde celebrali dallo stato Beta (vigile e concentrato) a quelle più lente dello stato Alfa (rilassato). La musica di Mozart, con la perfezione e l’eleganza delle sue melodie, sembrerebbe essere ottima per schiarire il pensiero, organizzare le idee e dare un senso alle cose.

Insomma, ognuno di noi può avere una propria “alimentazione sonora”, perché ormai si sa che le onde celebrali reagiscono positivamente alle onde sonore benefiche.

Allora, ascoltate per almeno dieci minuti al giorno una musica che vi fa stare bene!”

Roberta Bortolucci, Imparare la felicità.