Se mi stappi ti sposo

Una storica sentenza della Corte suprema del Bangladesh abolisce l’obbligo per le donne di dichiararsi vergini nei moduli per la registrazione del matrimonio. Nel 2014 alcuni avvocati impegnati nella lotta per i diritti femminili avevano aperto il caso, che oggi giunge alla sua felice conclusione. Dal prossimo ottobre sui moduli sarà sufficiente indicare, al posto della parola “kumari” (vergine, in lingua bengali) il termine “obibahita”, che significa semplicemente “donna non sposata”. Le future spose bengalesi festeggiano l’avvenimento. Quanto meno quelle che hanno già l’età per saper leggere e scrivere.
In Italia, paese notoriamente all’avanguardia per quanto riguarda non solo la parità di genere ma anche la tutela dell’ambiente, la verginità della sposa viene testimoniata dall’ostensione del lenzuolo insanguinato dopo la prima notte di nozze, mentre informazioni dettagliate sul nubilato della ragazza vengono fornite dalle parenti della zitella in questione, generalmente in occasione di eventi mondani e riunioni familiari, con notevole risparmio di carta.

Camilla Galli